Statistiche disoccupazione, Istat hai rotto i cavoli a merenda


Dunque @Lascostumata chiedeva la fonte dati delle statistiche Istat sulla disoccupazione perché i conti non quadrano.

Ho fatto una ricerca e ho trovato il documento che descrive la metodologia Istat.

Tuttavia, dico io! ci sono quelle belle strutture costose che sono i CENTRI PER L’IMPIEGO

che cavolo di bisogno c’è delle statistiche? ci sono i dati reali!

Incentiviamo la raccolta dei dati REALI!

Niente tassi, quelli lasciamoli nel bosco. Fuori il valore assoluto.

Chi si iscrive al centro per l’impiego, e quindi ha determinate caratteristiche, è un disoccupato. FINE.

DATI REALI!

Invece no! ‘stiqquaquaraqqua cazzeggiano con le statistiche.
**************

Senti, così per curiosità, tu che leggi, se leggi, sei mai stato contattato dall’Istat?

OGNI MESE FANNO la statistica, saranno tanti ad essere stati contattati, o no?

Facciamoci una statistica, dai, dai, dai, daiiiii.

Prima il valore assoluto, poi tanti giochetti con i tassi!

Ecco il pdf della nota metodologica Istat – disoccupazione

qui pdf istat lavoro_novembre_e_III_trim novembre 2011

^^^^^^^

LA PRODUZIONE DI STIME MENSILI
DEI PRINCIPALI INDICATORI
SUL MERCATO DEL LAVORO

Allo scopo di migliorare la tempestività dell’informazione statistica sull’evoluzione del mercato del
lavoro, l’Istat diffonde le stime mensili dei principali indicatori sul mercato del lavoro. Il comunicato
stampa mensile ha luogo lo stesso giorno in cui Eurostat comunica i dati della disoccupazione per
tutti i paesi europei. Oltre a quella della disoccupazione l’Istat fornisce anche le stime
dell’occupazione e dell’inattività, con un dettaglio di genere.
Le stime mensili sono basate sulle informazioni raccolte dalla Rilevazione sulle Forze di Lavoro e
sono prodotte utilizzando opportune metodologie statistiche mantenendo invariato il disegno della
rilevazione. Le serie dei dati mensili devono essere considerate provvisorie. Al fine di analizzare
opportunamente i risultati in un’ottica congiunturale, i dati vengono destagionalizzati; per
agevolare la lettura del comunicato stampa, si riportano nel testo e nelle tabelle solo le stime
destagionalizzate; i dati non destagionalizzati sono comunque disponibili in un file allegato. Ogni
mese viene pubblicato il dato relativo all’ultimo mese, mettendo in luce le variazioni congiunturali
(rispetto al mese precedente) e tendenziali (rispetto allo stesso mese dell’anno precedente); in un
file allegato si riportano i dati della serie storica a partire da gennaio 2004, data di avvio della
nuova indagine.

Metodologia di stima
La Rilevazione sulle Forze di Lavoro è un’indagine continua in quanto le informazioni sono rilevate
con riferimento a tutte le settimane di ciascun trimestre.
Il disegno campionario dell’indagine è a due stadi, rispettivamente comuni e famiglie, con
stratificazione delle unità di primo stadio. Tutti i comuni capoluogo di provincia o con popolazione
superiore ad una soglia prefissata per ciascuna provincia, detti autorappresentativi, sono presenti
nel campione in modo permanente. I comuni la cui popolazione è inferiore alle suddette soglie,
detti non autorappresentativi, sono raggruppati in strati. Essi entrano nel campione attraverso un
meccanismo di selezione casuale che prevede l’estrazione di un comune non autorappresentativo
da ciascuno strato. Per ciascun comune campione viene estratto dalla lista anagrafica un
campione casuale semplice di famiglie. Il disegno campionario  prevede anche una stratificazione
mensile, mediante una opportuna distribuzione del campione complessivo nelle settimane che
compongono ciascun trimestre. Il mese di riferimento è composto dalle settimane, da lunedì a
domenica (rispettivamente 4 o 5), che cadono per almeno quattro giorni nel mese di calendario.
Alle famiglie estratte nel campione si applica uno schema di rotazione del tipo 2-(2)-2: ogni
famiglia viene intervistata per due trimestri consecutivi; segue un’interruzione per i due successivi
trimestri, dopodiché essa viene nuovamente intervistata per altri due trimestri. Complessivamente,
ogni famiglia viene quindi intervistata quattro volte in un periodo di 15 mesi; ne consegue che circa
il 50% delle famiglie sono reintervistate a distanza di 3 mesi e il 50% a distanza di 12 mesi, a
meno delle mancate risposte.
Le stime mensili sono calcolate utilizzando esclusivamente i dati della Rilevazione sulle Forze di
Lavoro, sfruttando la continuità dell’indagine, la rappresentatività del campione su base mensile e
la dimensione longitudinale del campione.

2
Lo stimatore utilizzato per la produzione di stime mensili è lo stimatore composto di regressione
(regression composite estimator
1
, sviluppato e correntemente utilizzato dall’Istituto di statistica
Canadese). Si tratta di uno stimatore che può essere efficacemente utilizzato in caso di indagini
longitudinali con campione parzialmente sovrapposto al  fine di irrobustire le stime; sia le stime di
livello sia le stime di variazioni tra mesi risultano più efficienti. In particolare viene utilizzata una
versione dello stimatore basata sulla tecnica della calibrazione2
.
In termini formali, una stima del totale di una variabile Y è data dalla seguente espressione:
…. formula (omissis)

dove con riferimento al campione s si indica con yk il valore della variabile Y osservato nella k-ma
unità campionaria e con wk il peso di riporto all’universo associato alla k-ma unità campionaria.
La metodologia di calcolo dei pesi di riporto all’universo wk secondo la tecnica della calibrazione si
articola nelle due seguenti fasi:
1. calcolo del peso diretto dk, sulla base del disegno campionario, definito come l’inverso della
probabilità di inclusione della k-ma unità campionaria:
k k d π 1 = ;
2. calcolo del fattore correttivo ωk ottenuto vincolando a totali noti di popolazione.
Il coefficiente di riporto all’universo wk si ottiene moltiplicando il peso diretto per il fattore correttivo:

…. formula (omissis)

I fattori correttivi ωk si ottengono risolvendo il seguente problema di minimo vincolato, in cui la
funzione da minimizzare è una funzione di distanza tra i pesi diretti dk e i pesi finali wk; i vincoli
sono definiti dalla condizione di uguaglianza tra le stime campionarie dei totali di alcune variabili
ausiliarie e i totali noti degli stessi:
…. formula (omissis)

dove t è il vettore dei totali noti e xk è il vettore delle variabili ausiliarie osservate nella k-ma unità
campionaria.
La caratteristica principale dello stimatore composto di regressione è che le informazioni
disponibili sugli individui già intervistati nei mesi precedenti vengono utilizzate come informazioni
ausiliarie nella calibrazione. In sostanza, ai vincoli usualmente utilizzati (distribuzione della
popolazione per classi di età e genere a differenti livelli di dettaglio territoriale, per i quali i dati
sono noti da fonti esterne) si aggiungono ulteriori vincoli basati sulla condizione occupazionale
degli individui 3 mesi prima e/o 12 mesi prima (rispettivamente note su circa 50% del campione, a
meno delle mancate risposte). I totali noti sono le stime per condizione occupazionale ottenute
rispettivamente 3 mesi prima e 12 mesi prima utilizzando il medesimo stimatore (corrette per i
tassi di sovrapposizione del campione a 3 e 12 mesi, rispettivamente circa il 50%). Poiché la
condizione occupazionale osservata nel mese corrente (che rappresenta la variabile di interesse)
è correlata con la condizione occupazionale osservata nello stesso individuo in un mese
precedente, introducendo questa informazione come variabile ausiliaria nella procedura di stima si
migliora l’efficienza delle stime in termini di errore quadratico medio.
Lo schema di rotazione delle famiglie adottato dalla Rilevazione sulle forze di lavoro è
particolarmente adatto per l’utilizzo di questo tipo di stimatore: in un certo senso, le variabili riferite

1
Singh, Kennedy e Wu (2001) Regression composite estimation for  the Canadian labour force survey with a rotating panel design,  Survey
Methodology 27, 33-44.
2
Deville e Särndal (1992) Calibration Estimators in Survey Sampling, Journal of the American Statistical Association, 87, 376-382 e Istat (2006) La
Rilevazione sulle forze di lavoro: contenuti, metodologie, organizzazione, Metodi e Norme, Istat.

3
a 3 mesi prima apportano alla procedura di stima informazione relativa al  trend, mentre
l’informazione relativa a 12 mesi prima è utile per tenere conto della stagionalità del fenomeno.
Da ottobre 2010, il dato di popolazione utilizzato  per il calcolo dei pesi di riporto è aggiornato
mensilmente anche con riguardo alla componente straniera. Tale innovazione ha reso necessaria
la sospensione del vincolo longitudinale a 12 mesi fino ad ottobre 2011 e di quello a 3 mesi fino a
gennaio 2011. Dopo tali date i vincoli longitudinali sono anch’essi basati su una popolazione
aggiornata mensilmente e dunque sono stati/verranno reintrodotti.
Per assicurare la coerenza tra stime mensili e stime trimestrali viene determinato, mediante
calibrazione, un ulteriore fattore correttivo da applicare ai pesi dei dati mensili. In questa ultima
fase, vengono considerati congiuntamente i dati relativi ai tre mesi del trimestre; il peso iniziale di
input della procedura di calibrazione è il coefficiente di riporto all’universo precedentemente
calcolato; i vincoli sono riferiti sia ai singoli mesi (totali di popolazione per classi di età e genere),
sia al trimestre e riguardano le stime dei principali aggregati: occupati, persone in cerca di
occupazione e inattivi per genere. In questo modo si garantisce che la media sui tre mesi di una
generica stima, ponderata con pesi proporzionali al numero di settimane di cui è composto
ciascun mese (4/13 o 5/13), sia identica alla stima trimestrale:

…. formula (omissis)

dove  sm è il numero di settimane di cui è composto il mese m, che può essere 4 o 5 e 13 è il
numero di settimane di cui è composto il trimestre.
Il calcolo dei pesi di riporto all’universo è stato effettuato utilizzando il software Genesees prodotto
dall’Istat
3
.

Per analizzare opportunamente i dati mensili in un’ottica congiunturale,  le stime vengono
destagionalizzate. Inizialmente si esegue una  procedura di destagionalizzazione monovariata
utilizzando l’algoritmo TRAMO-SEATS. Successivamente, al fine di garantire la coerenza tra i
diversi aggregati e tra stime mensili e trimestrali, si applica una procedura di riconciliazione delle
serie storiche in due passi come proposta da Di Fonzo e Marini
4
, basata su un doppio sistema di
vincoli: vincoli intertemporali e vincoli contemporanei. I primi assicurano la coerenza tra stime
mensili e trimestrali destagionalizzate (analogamente a quanto descritto prima, la media dei tre
dati mensili, ponderata con pesi proporzionali al numero di settimane di cui è composto ciascun
mese, 4/13 o 5/13, è identica al dato trimestrale). La serie storica delle stime trimestrali
destagionalizzate parte dal IV trimestre 1992, è pertanto una serie lunga e affidabile, che oltre alla
coerenza assicura anche la robustezza delle  stime. I vincoli contemporanei assicurano la
coerenza tra i diversi aggregati e con i dati di popolazione noti da fonte demografica. Nel primo
passo viene eseguito un  benchmarking univariato (Denton modificato, che preserva il
comportamento dinamico delle serie originali) al fine di soddisfare vincoli intertemporali. Nel
secondo passo si esegue una riconciliazione trimestre per trimestre con redistribuzione delle
differenze proporzionale al livello delle serie al quadrato, al fine di soddisfare vincoli
contemporanei.
Il risultato sono serie destagionalizzate coerenti tra loro, con i dati di popolazione e con le serie
trimestrali.

Le serie sono provvisorie perché la metodologia è in corso di affinamento.

**************

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4 thoughts on “Statistiche disoccupazione, Istat hai rotto i cavoli a merenda

  1. Ogni 3 mesi tornano alla carica per l’indagine trimestrale bla bla bla… e continuano a telefonarmi fino a che io, stremato, no gli consegno i dati richiesti. Tra tutte le scadenze mensili, bimestrali, semestrali, annuali… che si presentano ad un’azienda ci si è messo anche questo odioso inutile costoso appuntamento trimestrale.
    E… grazie cara Istat per l’obbligatiorietà legalizzata della risposta!

  2. Ciao! urrà! finalmente un intervistato dall’Istat. E’ la prima volta nella vita che posso interloquire con un indagato Istat. Puoi spiegare come avvengono le interviste? Tu che ne pensi, non sarebbe di migliore efficacia, dal punto di vista della qualità dei dati e anche per risparmio di spesa pubblica, usufruire dei dati dei centri per l’impiego per avere un dato reale sulla disoccupazione?

  3. Pingback: Sono tutta eccitata, mi ha scritto un indagato Istat | ariaora

  4. Pingback: La “ruspa” Elsa Fornero ha confessato | ARIAORA!

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